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Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento - Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna dal 21 febbraio al 7 giugno 2009

La Famiglia Della Robbia: tre generazioni di artisti


L’operosa attività della famiglia dei Della Robbia copre un lungo arco di tempo, dai primi decenni del Quattrocento fin ben oltre la seconda metà del Cinquecento: oltre cento anni che segnano in modo indelebile tutta la moderna cultura occidentale.
Capostipite della famiglia Della Robbia è Luca, celebrato da Leon Battista Alberti tra i padri della Rinascita, artista colto e curioso che arriva a “inventarsi” una nuova tecnica e a produrre con questa “sculture e pitture invetriate”, l’unico artista che è riuscito a portare l’arte della ceramica, da arte cosiddetta minore, ad una forma espressiva dai risultati artistici al pari della migliore pittura e scultura. Grazie al nipote Andrea, gli invetriati si diffondono capillarmente sul territorio trovando sempre maggiori estimatori e acquirenti; la bottega specializzata, sita in via Guelfa a Firenze, si afferma come potere assoluto in Toscana. Il figlio di Andrea, Giovanni, porta avanti con successo l’attività della bottega mentre i suoi fratelli procedono nella creazione continua di oggetti di altissima qualità sfruttando la tecnica del prozio. Luca, Andrea, Giovanni e ancora Francesco, Marco, Girolamo e Luca il Giovane: tre generazioni di una famiglia di artisti che hanno scritto un secolo di storia dell’arte toscana e italiana.



L'epopea dei Della Robbia: una mostra evento e cinque itinerari per riviverla


A fianco del nucleo espositivo della mostra presso il Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna, sono stati strutturati alcuni itinerari nel territorio aretino, in città e nelle quattro vallate, tali da mettere in luce il ricchissimo patrimonio robbiano, in gran parte ancora poco noto, che orna chiese, pievi e palazzi della stessa Arezzo e dei borghi della Valdichiana, Valtiberina, Valdarno e del Casentino. Non per caso l'idea della mostra ha avuto origine da un censimento capillare che, fatto nell'intero territorio provinciale aretino, ha dimostrato come questo sia uno tra i più ricchi di terrecotte invetriate, tra grandi pale d'altare, tabernacoli, fonti battesimali, statue, tempietti, fregi, cibori e stemmi.
Tappe eloquenti dell’itinerario in Casentino sono i capolavori della Verna, di Camaldoli e di luoghi assai meno conosciuti, come Memmenano, passando per Porrena e Montemignaio. Oltre alla Verna e a Bibbiena, punto centrale del percorso rimane Stia con il Santuario di Santa Maria delle Grazie. Cinquantadue sono le robbiane sparse in Casentino, concentrate soprattutto nei grandi luoghi della fede. La rilevante concentrazione è legata agli stretti rapporti politici e culturali che univano la vallata a Firenze.
Luoghi di interesse nell’itinerario robbiano sono anche i centri del Valdarno. Tra questi Montevarchi con il Tempietto della Reliquia del Sacro Latte ricondotto ad Andrea e alla sua bottega. Non meno importanti sono gli arredi sacri commissionati a Giovanni della Robbia dal vescovo Bonafede per la Pieve di Galatrona, presso Bucine, tra il 1510 e il 1521.
Ruolo dominante nell’arte robbiana spetta ad Andrea, nipote del grande inventore, Luca della Robbia, probabile ideatore della bella “Madonna con il Bambino” nella chiesa di Santa Maria della Fraternita, detta anche di Sant'Eufemia, a Foiano, per quanto eseguita dall'erede.
Novità assoluta dell’itinerario robbiano è infatti Foiano con le sue grandi pale d'altare e la ricomposizione di un intero gruppo con la “Crocifissione tra i dolenti e santi”, smembrato nei primi decenni del Settecento e ricomposto per l'occasione nella locale chiesa di San Francesco, sua sede originaria.
Sia in Valdichiana, che in Casentino, Andrea è il grande interprete, divulgatore, nonché effervescente elaboratore dell'arte dello zio.
Interessante è anche la presenza sul territorio della bottega concorrente, quella dei Buglioni, particolarmente attiva anche in Valtiberina. Badia Tedalda e Pieve Santo Stefano sono tappe molto significative per la presenza di grandi pale, come la “Samaritana al pozzo”, ricondotta a Girolamo della Robbia e oggi nel Palazzo Pretorio di Pieve Santo Stefano.
tutti i cinque percorsi sono messi in rapporto con le varie sezioni della mostra aretina, oltre che con le altre “arti sorelle”.


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Sede
Museo Statale d’Arte
Medievale e Moderna
Arezzo, via San Lorentino, 8
21 febbraio - 7 giugno 2009

Orario mostra

Tutti i giorni
9.00 - 19.00
(chiusura biglietteria ore 18.00)

Contatto Web: www.mostradellarobbia.it
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